INESATTO IL 35% ESAMI FERTILITÀ MASCHILE

Il 35% dei nuovi pazienti che si presentano in ambulatorio andrologico per un problema di infertilità maschile sono in possesso di un esame del liquido seminale (o spermiogramma) deficitario sia per il tipo di valutazioni che per i risultati riportati. Sono queste le conclusioni di uno studio multicentrico presentato di recente a Pisa al congresso andrologico «Pari opportunità per il maschio» e comunicate dall’Associazione Andrologi Italiani agli assessorati alla Sanità.

«Normalmente - spiega il professore Aldo Franco De Rose, andrologo e urologo della clinica urologica di Genova e presidente dell’Associazione andrologi italiani - l’esame del liquido seminale, attraverso una attenta letture microscopica degli elementi che lo costituiscono, dovrebbe consentire di esprimere un giudizio sulla fertilità di un soggetto maschio». «Invece succede che molti esami vengono effettuati dai comuni laboratori di analisi e da personale non specializzato. La conseguenza è che più di un terzo di questi esami, da Nord a Sud, risultano insufficienti in quanto non riportano dati importanti come la caratteristica della morfologia oppure della motilità, confondendo, spesso gli stessi pazienti maschi, facendoli credere fertili quando in realtà fertili non lo sono».

«Insomma - conclude De Rose - è una questione molto delicata, che necessita di essere risolta in primo luogo mediante una segnalazione denuncia da parte dell’Associazione andrologi italiani agli assessorati alla salute della penisola al fine di sensibilizzare i vari laboratori di analisi della propria regione ad eseguire l'esame del liquido seminale, ispirandosi almeno ai criteri sanciti dalla OMS. E poi istituire una certificazione ufficiale da parte delle società scientifiche nei confronti dei laboratori pubblici e privati che intendano effettuare questo esame».

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