NOVE MILIONI DI ITALIANI OGNI ANNO CON LA TOSSE

Nove milioni di italiani alle prese ogni anno con la tosse, ma pochi si rivolgono al medico e uno su tre va in farmacia chiedendo un medicinale senza prescrizione. Secondo gli ultimi dati, per vincere questo problema si spendono sino a 100 milioni di euro all'anno. Si parla di tosse a Verona, durante la seconda e ultima giornata del 18° Congresso nazionale sulle malattie respiratorie Asma bronchiale e Bpco: nuovi obiettivi, nuovi rimedi, nuove strategie, organizzato da Roberto Dal Negro, responsabile del Centro nazionale studi di farmacoeconomia e farmacoepidemiologia respiratoria.

Esistono vari tipi di tosse, spiegano gli esperti: c'è quella da ipersensibilità, legata a piccoli sbalzi di temperatura, stimoli meccanici o esposizione a sostanze chimiche. Poi ci sono quelle più classiche o le sinusiti, o la bronchite virale e quelle scaturite da virus influenzali. E se non passa si corre dal medico: si stimano 5 milioni di visite all'anno. I più colpiti sono donne e bambini: se per quanto riguarda il secondo gruppo, fino agli 8-10 anni, la motivazione è legata a un sistema immunitario ancora incompleto, e quindi più esposto alle infezioni, per le donne si è ipotizzato che ci sia una maggiore sensibilità nel rispondere agli stimoli esterni con la tosse. Da un punto di vista geografico, i più colpiti sono gli abitanti del Nord Italia (+25%), rispetto a quelli del Centro Sud.

«Non ci sono farmaci adatti per guarire dalla tosse - afferma Dal Negro - Al momento si lavora su alcune molecole per placarla, farmaci particolarmente promettenti, ma non ancora disponibili. Ad oggi tutto ciò che viene fatto per la tosse potrebbe avere risultati nulli, a meno che non si capisca la causa e la si combatta direttamente. Non si è ancora mai dimostrata nessuna significativa superiorità ad esempio rispetto ai rimedi naturali, che possono essere miele e propoli. Questo non significa che non siano validi, ma che il confronto non permette di optare per una scelta o per un'altra. Sicuramente in alcuni casi, quelli più gravi, è opportuno puntare al farmaco, almeno per il suo effetto sedativo. Altrimenti si può provare ad usare per alcuni giorni latte caldo e miele - suggerisce - e vederne gli effetti».

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