CAMPEGGIO E TREKKING PERICOLOSI NEL TRIVENETO PER COLPA DELLE ZECCHE

Il cambiamento climatico sta favorendo una maggiore proliferazione di zecche in tutta Europa, per l’Italia in particolare nel Triveneto. Prudenza nelle attività all’aria aperta nel periodo che va da maggio ad ottobre. La vaccinazione contro l’encefalite da zecca (TBE – Tick Borne Encephalitis), tra le più gravi malattie trasmesse dalla zecca, è raccomandata per i viaggiatori e gli escursionisti che si recano nelle zone a rischio.

Le zecche costituiscono un’insidia sempre più frequente che può rivelarsi anche grave per la salute di adulti e bambini. Da un lato il cambiamento del clima sta favorendo una maggiore proliferazione di questo parassita, dall'altro aumenta il numero di viaggiatori che si recano in Paesi dove sono endemiche alcune malattie trasmesse dalle zecche. Si può essere morsi da una zecca infetta in molte delle destinazioni più popolari per le attività turistiche e all’aria aperta quando si praticano campeggio, trekking, ciclismo, arrampicata, pesca, caccia o la raccolta di funghi. Negli ultimi 30 anni, il numero di casi di encefalite da zecca, una tra le più pericolose delle malattie trasmesse dal morso di zecca, è aumentato di quasi il 400% in tutte le regioni endemiche europee. Parliamo di Austria, Germania, Svizzera, i paesi scandinavi e la regione balcanica. In Italia, le principali zone a rischio sono il Friuli Venezia Giulia, il Veneto ed il Trentino Alto Adige.

“È dimostrato che le zecche sono in grado di trasmettere diverse malattie, dalla borreliosi di Lyme, alla rickettsiosi, alla febbre ricorrente e molte malattie virali. Tra queste, la più seria è l’encefalite da zecca o TBE - dichiara Maurizio Ruscio, Direttore Dipartimento ad Attività Integrata di Medicina di Laboratorio, Azienda Ospedaliero-Universitaria ‘Ospedali Riuniti’ di Trieste - Per essere contagiati è sufficiente un singolo morso di zecca infetta, evenienza tutt’altro che infrequente nelle aree boschive, soprattutto se umide, ombreggiate e ricche di vegetazione spontanea. Una immediata e corretta asportazione della zecca riduce fortemente il rischio di sviluppare una malattia. Questo non vale per l’encefalite da zecca perché il virus si trasmette appena il parassita aderisce alla cute. Nessun allarmismo ma occorre tanta prudenza, in particolare nelle zone a rischio.”

Fortunatamente la TBE si può prevenire. L’Organizzazione Mondiale della Sanità e lo European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC)[ raccomandano, infatti, la vaccinazione contro questa malattia per le persone che vivono o visitano frequentemente le aree endemiche. Si tratta di una profilassi raccomandata anche in Italia, nel Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale, per i residenti delle regioni a rischio. È inoltre una misura preventiva consigliata a chi pratica professioni a contatto con la natura, ai villeggianti che si recano in zone boschive, prati e campi aperti, agli amanti del trekking e della campagna, sia adulti che bambini, in queste stesse aree.

L’encefalite da zecca, dovuta al morso di zecca infetta, si può manifestare con sintomi quali febbre, stanchezza, mal di testa, dolore muscolare e nausea. Nei casi più gravi, la malattia può coinvolgere il sistema nervoso centrale e provocare sintomi neurologici a lungo termine e, in alcuni casi, anche la morte.

In aggiunta alla vaccinazione, tra le altre misure preventive è possibile adottare alcuni accorgimenti:
1- utilizzare repellenti sulla pelle e sui vestiti (i repellenti specifici per abiti non devono essere usati anche sulla pelle) e indumenti protettivi che coprono braccia e gambe e che contribuiscono a evitare i morsi di zecca
2- dopo aver trascorso del tempo all’aria aperta, togliersi gli abiti prima di entrare in casa ed esporli alla luce del sole, oppure lavarli
3- rimuovere rapidamente le zecche con l'aiuto di pinzette

IL VACCINO

La vaccinazione è ritenuta la più efficace misura protettiva contro l’encefalite da zecca. Nelle aree dove la malattia è fortemente endemica (dove il tasso di incidenza medio della malattia è ≥5 casi su 100.000 per anno), implicando che c’è un alto rischio di infezione, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda che la vaccinazione sia offerta a tutti i gruppi di età, inclusi i bambini. In Italia la vaccinazione contro la TBE è raccomandata dal Ministero della Salute nel Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale per le persone che vivono in aree ad alto rischio e per coloro che sono professionalmente esposti al rischio. Il vaccino è disponibile presso i centri vaccinali.

L’ENCEFALITE DA ZECCA

Cos’è. L'encefalite da zecca (Tick-Borne Encephalitis, TBE) è un'infezione virale che colpisce il sistema nervoso centrale e può dare luogo a sintomi neurologici a lungo termine, e perfino alla morte. La TBE rappresenta un problema crescente di salute pubblica in Europa e in altre parti del mondo. Negli ultimi 30 anni, il numero di casi umani di TBE in tutte le regioni endemiche europee è aumentato di quasi il 400%; le aree a rischio si sono ampliate e sono stati scoperti nuovi focolai.

Come si trasmette. Il virus della TBE si trasmette tramite il morso di zecche infette. L'uomo può contrarre l'infezione anche con il consumo di prodotti caseari non pastorizzati infettati. Il virus della TBE non si trasmette direttamente da uomo a uomo, a parte la possibilità di una trasmissione verticale da madre infetta al feto. Le zecche infette si possono trovare negli habitat boschivi, nei boschi caducifogli e nelle zone di transizione tra foreste e prati. Se infette, le zecche possono trasmettere il virus per tutta la loro vita (principalmente in fase di ninfa e in età adulta). L'attività della zecca e il suo ciclo vitale dipendono da fattori climatici (temperatura, umidità del suolo e umidità relativa). Estati umide e inverni miti tendono ad aumentare la densità di popolazione delle zecche. Sono stati tuttavia riferiti anche casi sporadici durante le stagioni fredde, specialmente nei Paesi dell'Europa meridionale. Nell'Europa centrale sono stati osservati due picchi di incidenza della TBE: in maggio/giugno e in settembre/ottobre. Nelle regioni più fredde dell'Europa settentrionale e nelle regioni montane si individua un singolo picco estivo.

Chi è a rischio. Nelle zone endemiche, le persone che svolgono attività ricreative o occupazionali all’aperto (come andare a caccia, a pesca, a funghi o a raccogliere i frutti di bosco, campeggiare, fare escursioni, praticare attività forestali, essere addetti all’agricoltura) sono potenzialmente a rischio di TBE per contatto con le zecche infette.

Come si manifesta. Il periodo di incubazione della TBE è mediamente di una settimana, ma è stata descritta anche un'incubazione maggiore (fino a 3-4 settimane). In un terzo dei casi, l’infezione del virus della TBE nell’uomo è asintomatica. In un terzo dei casi provoca un episodio febbrile. Nel restante terzo dei casi, la TBE coinvolge il sistema nervoso centrale con un decorso solitamente bifasico. La prima fase viremica dura cinque giorni (intervallo: 2-10 giorni), ed è associata a sintomi aspecifici (febbre, affaticamento, cefalea, mialgia, nausea). Questa fase è seguita da un intervallo senza sintomi che dura sette giorni (intervallo: 1-33 giorni) che precede la seconda fase, con un nuovo rialzo febbrile e il coinvolgimento del sistema nervoso centrale (meningite, meningoencefalite, mielite, paralisi, radicolite).

Come si previene. Tra le altre misure preventive è possibile adottare alcuni accorgimenti:
1- utilizzare repellenti sulla pelle e sui vestiti (i repellenti specifici per abiti non devono essere usati anche sulla pelle) e indumenti protettivi, che contribuiscono a evitare i morsi di zecca
2- dopo aver trascorso del tempo all’aria aperta, togliersi gli abiti prima di entrare in casa ed esporli alla luce del sole, oppure lavarli
3- rimuovere rapidamente le zecche con l'aiuto di pinzette
4- evitare il consumo di latte non pastorizzato e di prodotti caseari nelle zone a rischio.

Categoria: