CON IL PANCIONE AL MARE E PISCINA: SI' ALLA TINTARELLA CON PRECAUZIONE

"Non esiste alcun motivo per rinunciare ai benefici dell’esposizione solare nei mesi estivi in un momento bello e particolare della vita di una donna come la gravidanza - lo dice la dottoressa Eufemia Campana, ginecologa romana - Certamente occorre seguire alcune semplici regole dettate spesso anche dal buonsenso che permetteranno alla futura mamma di godere dell’estate senza incorrere in fastidi o malesseri successivi"

"In gravidanza fisiologicamente abbiamo una vasodilatazione sistemica che abbassa la pressione sanguigna permettendo il regolare apporto ematico verso la placenta e quindi verso il feto, questa condizione di normalità può però essere esasperata dal caldo ed è per questo che la donna in gravidanza dovrebbe evitare di esporsi nelle ore di maggiore intensità dei raggi solari (evitare, ad esempio le ore almeno dalle 12 alle 16). Durante l’esposizione è obbligatoria una crema solare con filtro molto alto, anche per le donne con carnagione scura, per ridurre il rischio di macchie cutanee e del cosiddetto “cloasma gravidico”, fenomeni dovuti ai diversi ormoni in circolo della gravidanza. Detto questo, una volta spalmata la vostra buona crema solare e finalmente giunte in spiaggia in un orario adatto è possibile godere a pieno dei benefici del mare. Vediamo quali.

"Innanzitutto è possibile sfruttare l’acqua: le passeggiate in riva al mare o meglio immerse nell’acqua fino a metà coscia favoriscono la circolazione sanguigna, la futura mamma può anche dedicarsi al nuoto senza sovraffaticarsi troppo e preferendo lo stile “ dorso” in cui le onde faranno da sostegno per la schiena e per il pancione. Non dimentichiamo che l’ esposizione solare permette la sintesi di vitamina D nella cute per il 90% del totale, e il deficit estremo di vitamina D provoca rachitismo nel bambino e osteomalacia nell’adulto, perciò assicurarsi una buona sintesi di vitamina D garantisce alla mamma la salute delle ossa e al nascituro un buon metabolismo dello ione calcio attraverso la placenta, soprattutto nel III trimestre.

"I tessuti da indossare saranno preferibilmente di colore chiaro ed in fibre naturali, utile anche un capello di paglia, tutti questi accorgimenti sono validi per evitare che il corpo assorba troppo calore con conseguente rischio di stanchezza e capogiri. Per quanto riguarda il liquido amniotico, ovvero il liquido in cui è immerso il bambino, esso non rischia di “surriscaldarsi” con il sole, ma è dimostrato che una esposizione incauta alla fine della giornata di mare può essere causa di malessere generale tale da ricorrere anche al Pronto Soccorso Ostetrico (per verificare il benessere fetale) soprattutto se si trascura l’idratazione ovvero bere almeno due litri di acqua naturale liscia al dì ed una alimentazione leggera con adeguato apporto di vitamine sali minerali e proteine.

Gli accorgimenti per l’esposizione sono gli stessi se al mare preferite la piscina.