ERASMUS, CONTRO I COLPI DI SONNO CONTROLLI SEVERI SULLE PATENTI

Sette studentesse morte per colpa di un colpo di sonno. L'autista del pullman dove viaggiavano le ragazze, avrebbe ammesso di essersi addormentato alla guida perdendo il controllo del pesante mezzo. Se fosse vero, torna tragicamente alla ribalta una direttiva europea che prevede controlli molto approfonditi sugli autisti di professione e più in generale sugli automobilisti. I controlli dovrebbero mirare a capire se chi guida soffre di apnee notturne.

Una notte insonne, o durante la quale si è dormito poco e male, è causa di stanchezza, sonnolenza, deficit di concentrazione e di memoria, disturbi dell’umore con depressione ed ansia. I disturbi del sonno, alla guida o sul lavoro, sono causa spesso di incidenti mortali. In Italia, secondo stime dell’Aci, gli incidenti della strada attribuibili a colpi di sonno causano 250 morti e 12.000 feriti in media all’anno, con un danno economico di oltre un miliardo di Euro. Una recente normativa Europea, recepita a gennaio nell’ordinamento italiano, ha stabilito regole più severe per il rinnovo della patente a chi soffre di apnee nel sonno. I medici che rilasciano il certificato di idoneità si devono accertare che l'autista di professione o l'automobilista che non soffra di apnee notturne. “In realtà sembra che per il rilascio o il rinnovo della patente – commenta Pierluigi Innocenti, neurologo, e presidente dell'associazione scientifica sui disturbi del sonno Assirem – sia sufficiente un'auto certificazione. Se invece vogliamo davvero avere sempre più sicurezza sulle strade sono necessari controlli ben più severi”.

Oggi si dorme sempre di meno, tanto che sono almeno 9 milioni gli italiani con insonnia cronica, che dura da oltre tre mesi. Eppure il sonno è fondamentale per scongiurare varie malattie ed anche pesanti conseguenze sociali, a partire dagli incidenti stradali. Negli ultimi 50 anni, si è registrata una riduzione media di sonno giornaliera di circa 1,5-2 ore ed è sempre più in aumento il numero di persone che soffrono di insonnia, con oltre il 45% della popolazione che soffre di insonnia acuta o transitoria. La riduzione di sonno è causa già il giorno seguente di stanchezza, deficit di concentrazione e di memoria, disturbi dell'umore. Una riduzione di sonno cronica, inoltre, contribuisce ad obesità, diabete, ipercolesterolemia, depressione ed è tra le cause di disturbi quali infarto e ictus. Nei bambini, poi, la carenza di sonno è anche responsabile di deficit nello sviluppo psicofisico, difficoltà di socializzazione e di alimentazione.

"In giornate sempre più lunghe e fitte di impegni – aggiunge il professor Innocenti - la necessaria attenzione al sonno è sempre più carente perché considerato come un momento di vita perso. Molte importanti funzioni invece si svolgono prevalentemente durante il sonno, come la produzione di alcuni ormoni e il consolidamento della memoria. E non meno gravi sono le conseguenze sociali dei disturbi del sonno, basti pensare ai colpi di sonno alla guida o sul lavoro causa spesso di incidenti mortali''.

Le apnee notturne sono un problema che non colpisce solo chi è obeso o sovrappeso. Le apnee notturne infatti hanno molteplici cause. Ci sono alcuni sintomi spia, come la necessità di urinare durante la notte o la cefalea al risveglio che sparisce dopo una-due ore.

L'esame principale per capire se un soggetto soffre di apnee notturne, è la polisonnografia, una registrazione simultanea di più parametri fisiologici durante la notte, mediante un polisonnigrafo. Normalmente nel corso del test vengono registrati due o più canali EEG, vari canali elettromiografici, i movimenti di torace e addome, il flusso oronasale, la saturazione di ossigeno nel sangue. Per ottenere la patente adesso, a quanto pare, basterebbe una semplice auto certificazione. Troppo poco, evidentemente. Eppure i costi sanitari per la diagnosi e la cura della malattia (visite specialistiche, esami diagnostici e strumentali, terapie) incidono solo per il 6%, contro il 49% dei costi sanitari dovuti a un mancato riconoscimento e mancata prevenzione delle comorbilità e il 45% dei costi dovuti a sinistri stradali, sul lavoro, domestici e alla perdita di produttività.