GIARDINAGGIO, DANZA O CON LO SPORT DIMEZZATO IL RISCHIO ALZHEIMER

L'attività fisica fa sempre bene ma se lo rapportiamo anche all'Alzheimer, ci accorgiamo che dimezza il rischio di incappare nella malattia. Lo dicono i ricercatori di Pittsburgh. Le attività fisiche diverse, dalla camminata al giardinaggio, fino alla danza, possono tutte migliorare il volume del cervello e ridurre il rischio di malattia di Alzheimer di ben il 50%. Lo afferma uno studio condotto da ricercatori dell'Ucla Medical Center e dell'Università di Pittsburgh, il primo a dimostrare che praticamente qualsiasi tipo di movimento aerobico può migliorare la struttura cerebrale e ridurre così il pericolo di demenza. La ricerca, finanziata dal National Institute of Aging, è pubblicata sul Journal of Alzheimer.

I ricercatori hanno studiato una coorte di pazienti coinvolti nel Cardiovascular Health Study, 876 in tutto. Queste persone sono state intervistate tramite questionari sulle loro abitudini relativamente all'attività fisica. I partecipanti, 78 anni in media, sono stati poi sottoposti a risonanza magnetica del cervello, alla quale sono stati applicati algoritmi informatici avanzati per misurare il volume delle strutture cerebrali, comprese quelle implicate nella memoria e nell'insorgenza del morbo di Alzheimer, come l'ippocampo. Le attività fisiche svolte dai pazienti andavano dal giardinaggio al ballo, dalla cyclette, alla palestra.

I risultati delle analisi hanno dimostrato che l'attività fisica è sempre correlata con un maggiore volume del cervello nei lobi frontali temporali e parietali, tra cui l'ippocampo. E gli individui che aumentano il movimento fisico, qualsiasi esso sia, sperimentano una riduzione del 50% il rischio di demenza di Alzheimer. Ancora, circa il 25% del campione che aveva un decadimento cognitivo lieve associato con il morbo di Alzheimer, aumentando l'attività fisica ha visto crescere il proprio volume cerebrale. Secondo Cirus Raji, autore del lavoro, «questo è il primo studio in cui siamo stati in grado di correlare il vantaggio predittivo di diversi tipi di attività fisica con la riduzione del rischio di Alzheimer, attraverso relazioni specifiche con un maggiore volume cerebrale».

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