IL 17 MARZO SI DORME BENE, E' LA GIORNATA MONDIALE DEDICATA AL SONNO

Si dorme sempre meno e peggio. I disturbi causati dal poco riposo interessano quasi il 40% della popolazione. Per ricordare quanto è importante riposare, il 17 marzo si celebra la giornata del sonno. Vuoi sapere come e quanto dormi? Le cause dell'insonnia e i disturbi nell'addormentamento ma anche cosa mangiare per riposare meglio e cosa disturba il riposo? Il 17 marzo, giornata mondiale del sonno, l'associazione scientifica per la cura dei disturbi del sonno (Assirem), in piazza del Popolo a Roma, mette a disposizione i suoi esperti per rispondere alle domande dei cittadini, dalle 10 alle 18. Verranno distribuiti dei questionari attraverso i quali i cittadini che lo desidereranno, potranno conoscere gratuitamente il loro stato di salute sul fronte del riposo. "Per ogni argomento proposto verranno spiegate le caratteristiche fondamentali delle patologie, le possibilità diagnostiche e gli eventuali trattamenti - spiega il professore Pierluigi Innocenti, neurologo -. Verranno inoltre distribuiti questionari sui disturbi del sonno e materiale informativo"

Nessuna sa bene perché si dorme ma tutti sappiamo che abbiamo bisogno di riposare per riprendere il giorno dopo i nostri impegni. Per celebrare una delle funzioni più importanti per la nostra salute e la nostra qualità di vita, così come mangiare o bere, da ormai diversi anni è stata istituita la giornata mondiale del sonno per non dimenticarci l'importanza del riposo. Purtroppo nelle nostre giornate ormai sempre più lunghe e fitte di impegni, sempre meno dedichiamo la necessaria attenzione al sonno che è, spesso, considerato come un momento di vita perso. In realtà molte nostre funzioni si svolgono prevalentemente durante il sonno come, ad esempio, la produzione di alcuni ormoni, il consolidamento della memoria, il ripristino dalle fatiche fisiche e mentali.

Negli ultimi 50 anni, come dimostrano alcuni studi epidemiologici, c’è stata una riduzione media di sonno giornaliera di circa 1,5-2 ore ed è sempre in aumento il numero di persone che soffrono di insonnia. Si calcola che in Italia siano almeno 9 milioni le persone con insonnia cronica, cioè che dura da oltre tre mesi, mentre oltre il 45% della popolazione soffre di insonnia acuta o transitoria. La riduzione di sonno, o la notte insonne, è causa già il giorno seguente di stanchezza, sonnolenza, deficit di concentrazione e di memoria, disturbi dell’umore con depressione e ansia. Una riduzione di sonno cronica contribuisce all’obesità, diabete, ipercolesterolemia, depresssione ed è tra le cause di disturbi cardiocircolatori quali infarto ed ictus. Solo un sonno soddisfacente per qualità e quantità ci permette di affrontare una nuova giornata nella pienezza delle nostre facoltà fisiche e mentali.

Nei bambini, dalla nascita all’adolescenza, la carenza di sonno è anche responsabile di deficit nello sviluppo psicofisico, difficoltà di socializzazione e di alimentazione.

Non meno gravi sono le conseguenze sociali dei disturbi del sonno, basti pensare ai colpi di sonno alla guida o sul lavoro causa spesso di incidenti mortali. Si stima che i soli incidenti stradali gravi dovuti a pazienti con apnee nel sonno (OSAS) causino in Italia 12.000 feriti, 250 morti e un significativo danno economico di oltre un miliardo di euro. A fronte di una situazione di tale gravità, una recente normativa Europea sul rinnovo delle patenti stabilisce che, in caso di sospetto di OSAS, la patente vada sospesa e riconsegnata solo dopo una corretta diagnosi e un adeguato trattamento sanitario.