LA CURA DEL PAZIENTE A 360°: LA SCIENZA ENTRA NELLA MEDICINA SISTEMICA

C'è una rivoluzione in atto nel mondo medico-sanitario, che è resa necessaria dall’attuale impossibilità di dare risposte soddisfacenti ad alcuni grandi bisogni come quello di avere cure personalizzate. Questoprocesso di cambiamento può essere ottenuto solo con la consapevolezza che i numerosi determinanti di malattia esalute sono intrecciati tra di loro e occorre, perciò, affrontarli un approccio interdisciplinare centrato sulle loro interazioni reciproche invece che, come si sta facendo ora, sulle loro caratteristiche isolate. L'ASSIMSS, l'Associazione Italiana per la Medicina e la Sanità Sistemica, è tra i promotori di questa rivoluzione internazionale e lo ha dimostrato con i lavori del suo primo Forum "Governare la Complessità", appena conclusosi a Roma.

"All’alba dell’era della personalizzazione delle cure, quando gli approcci sistemici stanno per cambiare la medicina con la cosiddetta medicina di precisione e l’utilizzo delle nuove tecnologie basate su internet e l’intelligenza artificiale, l’integrazione necessaria tra varie discipline, deve basarsi su una rifondazione anche delle relazioni medico/paziente e tra curanti - afferma Christian Pristipino, past-president e fondatore di ASSIMSS, cardiologo interventista presso l'ospedale San Filippo Neri di Roma. Viviamo in un mondo in cui la sanità è completamente spezzetata, in cui i singoli professionisti forniscono grandi prestazioni nella loro disciplina ma per il paziente il risultato complessivo è spesso ancora deludente. Abbiamo invece il dovere di rispondere alla richieste delle persone, fondando una vera partnership con iI paziente e tra I curanti che vada oltre la forma. Cominciando dal riconoscersi a vicenda, spiegando e ascoltando, focalizzandosi con gli strumenti adeguati sull’organizzazione delle diverse dimensioni biologiche, psicologiche, sociali e ambientali che costituiscono ogni singolo individuo e il sistema degli individui, quindi anche quello sanitario ".

Il percorso è già avviato nel concreto, per esempio nell’ utilizzo integrato di discipline diverse come nella psicoterapia nel trattamento dei pazienti colpiti da infarto. Come dimostra uno studio eseguito all'ospedale S. Filippo Neri di Roma, presentato durante il congresso, la psicoterapia quando somministrata in aggiunta alle migliori terapie bio-mediche oggi disponibili migliora la sopravvivenza e la qualità della vita dopo infarto del miocardio fino al 25%. Altro esempio riguarda gli strumentinarrativi, che anche attraverso Internet e le nuove tecnologie, migliorano la prognosi dei pazienti e l’organizzazione delle cure con una riduzione dei costi. La stessa riorganizzazione ospedaliera e territoriale in senso di rete può portare a maggiore efficienza ed efficacia delle terapie, ulteriormente riducendo i costi, come dimostra il caso virtuoso dell'ospedale del Mugello a Firenze, connesso attivamente con i medici di famiglia della zona. E ancora le nuove frontiere della digital health, con l’utilizzo di app e programmi specifici che possano mettere in connessione medici e pazienti e infine con l'attenzione necessaria alla salute dei medici come determinante di salute per i pazienti. A livello biologico, lo studio della connessione dei processi ha consentito la scoperta di nuovi bersagli terapeutici e lo sviluppo di nuovi farmaci efficaci in oncologia, reumatologia e cardiologia.

Sono solo alcuni esempi dei temi e casi concreti affrontati nelle due giornate di lavoro del 3 e del 4 febbraio scorsi, concluse con la raccomandazione dell'ASSIMSS, come società scientifica sempre più autorevole, di intervenire su tre piani: quello della ricerca per capire dove agire e come farlo, quello delle concrete pratiche di intervento sulla realtà e quello della formazione.

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