LA PERDITA DELL'OLFATTO PRIMO ALLARME PER MALATTIE NEURODEGENERATIVE

L’olfatto è uno dei nostri cinque sensi che assume un ruolo fondamentale spesso inconsapevole nel rievocare gli episodi dell'infanzia legati a stimoli ed ambienti particolari. Grazie alle intense stimolazioni che provoca sull’ippocampo, condiziona fortemente la sfera emotiva, l’orientamento, i sapori e la vita sessuale. Secondo uno studio della Rockefeller University di New York, pubblicato su Science, il naso degli esseri umani può discriminare oltre mille miliardi di stimoli olfattivi differenti, ma a differenza di molti animali, a causa dell’ambiente in cui abitiamo non siamo più in grado di apprezzarli. La giornata dedicata all’olfatto, suggerisce come prendersene cura e individuare i nemici della salute.

“L’iposmia, ovvero la diminuzione dell’olfatto può avere diverse cause”, spiega il Prof. Stefano Di Girolamo, Responsabile unità operativa semplice dipartimentale di audiologia e foniatria del Policlinico Universitario Tor Vergata (PTV). “Le prime sono le allergie e i raffreddori, responsabili secondariamente della perdita del 50% del gusto. Poi, l’abuso di sostanze tossiche, gli incidenti stradali e in generale i traumi che possono determinare uno strappo dei nervi olfattori e causare l’anosmia, ovvero la perdita completa di percepire gli odori”. “Ma in particolare le malattie neurodegenerative, come il Parkinson e l’Alzheimer, mostrano proprio la diminuzione dell’olfatto come e importante campanello d’allarme”, sottolinea il Professor Di Girolamo che è anche consigliere scientifico della FIMAN, Fondazione italiana malattie neurodegenerative.

“Se l’iposmia è trasmissiva, le particelle odorose trovano difficoltà meccaniche nell’arrivare alla mucosa olfattoria e la terapia può essere medica o chirurgica. Nel caso in cui vi è una lesione della mucosa, la terapia medica può consentire una completa guarigione anche se può essere difficile da raggiungere. Se invece vi è una lesione dei nervi olfattori purtroppo non vi è alcun rimedio. Tale lesione può essere conseguente a trauma meccanico, come lo strappamento dei filuzzi olfattori durante un colpo di frusta, o a infezioni virali che determinano un danno permanente”. In particolare, il tema delle riniti atrofiche, infiammazioni della mucosa nasale che possono comportare l’iposmia, saranno al centro di un congresso internazionale che verrà organizzato al Policlinico Tor Vergata a novembre.

“Le cause delle riniti atrofiche sono molteplici – conclude Di Girolamo - si va dalle patologie autoimmunitarie, l’abuso di sostanze tossiche come la cocaina o le complicanze post chirurgiche. La terapia medica si basa su un’attenta lavatura nasale mentre la soluzione chirurgica è spesso molto complessa e non sempre risolutiva, considerando la particolare anatomia di tali strutture delle cavità nasali”.

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