LE DONNE SONO PIÙ SPESSO VITTIME INFORTUNI SPORTIVI IN PRIMAVERA

Primavera, tempo di risvegli muscolari e sportivi. Ma senza un adeguato piano di allenamento, c'è il rischio di incappare in infortuni. da uno studio statistico sembra che le donne sono più soggetti a farsi male. Altro che calcetto e rugby. Un po' a sorpresa, le donne «sono le più a rischio di infortuni di primavera. Questo per via una maggior fragilità strutturale: in genere le donne hanno una maggiore mobilità, rispetto alla forza. E proprio questo elemento le espone al rischio infortunio, se si affronta un'attività fisica da zero, senza preparazione e che non sia tarata sul proprio fisico. Per loro i pericoli maggiori sono legati all'attività in palestra e alla corsa, specie quelle sull'asfalto». Parola di Stefano D'Eustacchio, fisioterapista che spiega «come in questo periodo iniziano ad arrivare tanti pazienti con tendiniti, fasciti plantari, mal di schiena e altri traumi. Tutti prevenibili».

Basterebbe infatti una valutazione biomeccanica, prima di indossare tuta e scarpe da ginnastica. «L'ideale è esaminare uno sportivo prima che abbia dolore. Siamo in grado, con una valutazione di 45-60 minuti, di rilevare eventuali limitazioni del movimento o della forza, concordando così un allenamento su misura, o una preparazione in grado di ridurre il rischio di infortuni. Ad esempio, è possibile iniziare con degli esercizi, o limitare il tempo dell'allenamento, o ancora adottare nelle prime sessioni di corsa un pasto misto. Tutti accorgimenti che consentono davvero di evitare problemi, o di ridurre al minimo il pericolo».

Altro errore di molti sportivi di primavera, donne e uomini, «quello di sottovalutare la presenza di problemi alla colonna, come scoliosi e cifosi. Infine una parola per le calzature: scegliere la scarpa sbagliata è pericoloso per ginocchia, piedi e caviglie. Le scarpe da corsa - ricorda - hanno 500-600 km di vita, quelle più performanti 700-800 km, poi però vanno cambiate. Ed è fondamentale scegliere il modello più idoneo per il proprio passo e il proprio peso, ma anche per il tipo di sport scelto», conclude.

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