NANOFARMACI CONTRO IL CANCRO DELLA MAMMELLA E LE METASTASI POLMONARI

Nuove terapie per la cura del cancro, in particolare quello della mammella e le metastasi polmonari ed epatiche. La scoperta di nanofarmaci è stata messa a punto dai ricercatori di Houston, Texas coordinati dal professor Mauro Ferrari (nella foto). La ricerca del Methodist Research Institute è stata pubblicata su Nature biotechnology.

La ricerca - cominciata 22 anni fa e giunta a risultati sorprendenti cinque anni fa confermati negli ultimi tre da una serie innumerevole di sperimentazioni su topi e altre cavie affette dal carcinoma mammario - è il frutto di un lavoro di squadra «che nel nostro istituto - ha spiegato Ferrari - è la norma. Abbiamo collaborato insieme a biologi, ingegneri, fisici, chimici e altri professionisti e i risultati sono stati davvero eclatanti. Il 50% dei topi sottoposti a cura sono guariti in poche settimane, mentre il restante 50 ha prolungato la propria esistenza di alcuni mesi che nell'uomo equivarrebbero a circa 24 anni di vita in più». Ferrari ha annunciato che sull'uomo la sperimentazione «potrà partire tra 12/18 mesi, entro il 2017, negli Usa. Ma spero anche in Italia visto che abbiamo avviato contatti con l'Aifa e altri. Interesse è stato già manifestato da paesi come Inghilterra, Sudafrica e altri paesi europei».

Come agiscono nanofarmaci (iNPG-pDox) sulle cellule tumorali? Ferrari lo ha spiegato con esempi semplici. «Le cellule tumorali sono protette o meglio, si proteggono, con strumenti paragonabili a quelli utilizzati da una cittadella medievale assediata. Il risultato è che il farmaco fino ad oggi utilizzato non riesce a penetrare nel nucleo e quindi la cura non sortisce effetti. Il nuovo nanofarmaco messo a punto dal Metodist Research Institute di Huston invece - ha proseguito - ha la capacità di mimetizzarsi e, utilizzando i 'mezzi di trasportò delle singole cellule, di arrivare a nucleo e qui sviluppare la sua azione dirompente. In poche settimane la cellula tumorale viene vinta». Ferrari ha quindi aggiunto che la ricerca riguarda il carcinoma mammario triplo-negativo con metastasi epatiche e polmonari letali per le persone, «ma che non è detto che la nuova tecnica non possa essere utilizzata anche per altre tipologie di neoplasie».

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