NIPT, AL SAN CAMILLO NUOVO TEST PRENATALE NON INVASIVO SUL DNA FETALE

L’Ospedale San Camillo-Forlanini allarga la sua offerta nel campo della diagnosi prenatale. Presso il Laboratorio di Genetica Medica, diretto dalla professoressa Paola Grammatico, sarà possibile accedere al programma NIPT (Non Invasive Prenatal Testing), che si basa sulla analisi del DNA fetale circolante nel sangue materno e che va ad arricchire quelli già disponibili dell’Amniocentesi e della Villocentesi. Un ulteriore passo avanti nella direzione dello sviluppo tecnologico e dell’ampliamento di prestazioni sanitarie di alta specialità a disposizione delle coppie, per una procreazione responsabile e serena. Anche questo nuovo test prenatale, rafforza il ruolo svolto dall'Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini come struttura d'eccellenza e punto di riferimento per l'intero territorio regionale per la nascita, la cura della donna e del bambino.

L’ Istituto Superiore di Sanità, nell’ultimo aggiornamento delle linee guida sulla gestione della gravidanza fisiologica, suggerisce che ogni donna sia correttamente informata sulla possibilità che possano essere rilevate anomalie fetali in gravidanza e sulle tecniche diagnostiche oggi disponibili. Il ricorso a indagini prenatali è una scelta autonoma della coppia. "Dal nostro Ospedale - spiega la direttrice della Genetica - viene offerto un pannello di test prenatali diagnostici e di screening che possono soddisfare le esigenze delle diverse coppie. Nelle specifico - aggiunge la responsabile della UOC - prima di ogni esame, è previsto un servizio di consulenza genetica che ha lo scopo di valutare eventuali rischi ma anche di fornire lo corrette informazioni sui diversi test disponibili. Successivamente alla diagnosi prenatale, se opportuno, la donna viene presa in carico da un team multidisciplinare di professionisti che oltre al genetista include il ginecologo, il pediatra o altri specialisti in un servizio a supporto della donna, della coppia e del nascituro sin dai primi momenti".

"Questo nuovo test - dichiara Fabrizio d'Alba, Direttore generale del San Camillo - rappresenta un'importante passo avanti per i servizi finalizzati al supporto delle coppie che desiderano figli. Il nostro Ospedale, è ogni anno la prima "culla" per cinquemila neonati. Un centro d'eccellenza oltre che per la diagnostica in genetica medica anche per la cura della donna e del bambino con un'offerta disegnata ‘su misura’ in grado di seguir entrambi passo dopo passo, con medici e professionisti impegnati per un obiettivo comune, ovvero una genitorialità consapevole e serena".

Le Linee-guida sullo “Screening prenatale non invasivo basato sul DNA (Non Invasive Prenatal Testing - NIPT)” allineano l’Italia agli altri Paesi europei nella previsione di offrire questo test a circa 50.000 potenziali utenti ogni anno. Il NIPT non è un test diagnostico, ma di screening, basato su tecniche molecolari di elevata sensibilità che analizzano la probabilità che il feto sia affetto dalle più comuni anomalie di numero dei cromosomi non sessuali: trisomia 21 (sindrome di Down), trisomia 18 (sindrome di Edwards) e trisomia 13 (sindrome di Patau). Le linee-guida prevedono, tra l’altro: specifici modelli di consenso informato volti alla tutela della donna; la necessità che il Centro che offre il test possa fornire alla gestante il completo supporto durante l’intero iter diagnostico prenatale, facendosi carico del follow-up della gravidanza, con particolare riferimento al suo esito; analizzano gli aspetti etici e l’impatto economico e sociale del test; offrono indicazioni sugli aspetti logistici e sulle competenze professionali che devono avere i Centri che offrono il NIPT.