PAZIENTI ONCOLOGICI IN VACANZA: I CONSIGLI UTILI DI ARTOI PER L’ESTATE

Massimo Bonucci, presidente dell'Associazione Ricerca Terapie Oncologiche Integrate, spiega quali sono i luoghi di villeggiatura e le attività che un paziente oncologico può prediligere: i consigli sull’alimentazione giusta nei mesi estivi e alcune regole da rispettare, utili per il nostro organismo in generale e fondamentali per coloro che seguono o hanno appena concluso un percorso terapeutico delicato

Sono innegabili i benefici fisici e psicologici delle vacanze anche per i pazienti sottoposti a terapie oncologiche. Se le condizioni fisiche consentono spostamenti e il periodo prescelto è compatibile con le eventuali cure in corso, non è necessario dunque rinunciare alle ferie ma occorre certamente osservare alcune accortezze.

“La vacanza deve essere un momento di vero relax ma ogni luogo di villeggiatura può avere i suoi pro e contro” afferma Massimo Bonucci, oncologo e anatomopatologo, presidente dell'Associazione Ricerca Terapie Oncologiche Integrate. “Una meta interessante per i pazienti potrebbe essere un sito termale, dove è possibile effettuare bagni termali, massaggi e vivere un contesto di wellness assoluto. Il mare tende ad essere generalmente un contesto molto più caotico rispetto alla montagna e resta il luogo più esposto al sole e al calore, importante controindicazione per un certo tipo di pazienti. Si può trovare un compromesso scegliendo una località di mare meno frequentata e magari con diverse zone d’ombra nelle vicinanze. In montagna una controindicazione potrebbe essere l’ipertensione, se si va in luoghi ad altitudine più elevata, e in alcuni casi bisogna prestare attenzione al tipo di alimentazione più elaborata. Mi sento di dire che la soluzione ideale tra mare e montagna può essere la campagna, che offre spazi verdi, aria gradevole e alimentazione salutare, stando a stretto contatto con la natura per rimanere in pieno relax sia fisico che mentale e magari dedicarsi a lunghe passeggiate salutari, sempre in relazione al paziente.”

Un altro aspetto importantissimo è quello dell'alimentazione: “Sono convinto dell’importanza della stagionalità degli alimenti - continua Bonucci - E' sempre bene mangiare frutta e verdura di stagione come ciliegie, pesche, albicocche, meloni che portano vitamine, proteine, fibre, sostanze benefiche per il nostro organismo e specialmente per i pazienti che stanno affrontando nella loro vita un percorso così particolare. Meglio evitare frutta e verdura non di stagione a causa della presenza di sostanze e pesticidi per la loro conservazione”. Ci sono, poi, regole specifiche per i pazienti oncologici in trattamento farmacologico: “Non possono mangiare il pomodoro se non cotto, le patate, le melanzane, i peperoni, le cosiddette solanacee, perché sono alimenti che possiedono sostanze che stimolano la proliferazione di cellule neoplastiche. Occorre inoltre cercare di controllare la cottura degli alimenti, evitando quella a fiamma viva ad alte temperature e prediligendone, invece, una più lenta”.

Attenzione a non cadere nell’errore di sostituire frutta e verdura con integratori vitaminici: sarebbe un danno per l’organismo, in quanto sono surrogati spesso sintetici che non offrono le stesse sostanze benefiche. Infine da A.R.T.O.I arriva un ultimo consiglio per quel che riguarda cereali e pasta: meglio scegliere il grano antico al posto della farina tipo 00, ad esempio il khorasan, l’etrusco, il gentil rosso per evitare infiammazioni intestinali.

Cos'è A.R.T.O.I.
L' Associazione Ricerca Terapie Oncologiche Integrate si dedica da anni alla ricerca di terapie integrate, cercando di unire tutte le specializzazioni mediche (oncologi, chirurghi, radioterapisti, nutrizionisti, immunologi ed altri) che hanno conoscenze specifiche nel campo oncologico con lo scopo di farle convergere e di dare così diversi spunti all’interno di gruppi di lavoro per l’individuazione di metodologie a supporto dei pazienti. L’obiettivo dell’Associazione è la cura, la prevenzione e la protezione dei pazienti a rischio o già colpiti da tumore, offrendo delle terapie integrate, appunto, che forniscano loro un’assistenza completa in tutti gli aspetti della vita quotidiana.