TORNA L'ORA SOLARE: UN'ORA IN PIU' DI RIPOSO, MENO INCIDENTI E INFARTI

Domenica mattina si dormirà un'ora in più. Nella notte tra il 28 e il 29 ottobre, alle 3, termina l'ora legale iniziata il 25 marzo (introdotta per la prima volta nel 1916 e si torna all'ora solare. Chi non ha un orologio o un telefono cellulare che corregge automaticamente l'ora, dovrà spostare le lancette indietro di un'ora.

L'ora legale è in vigore in Italia dal 1916 quando, seppure non regolarmente, cominciò l'anticipo in Primavera e poi il posticipo in Autunno dell'orario. Dal 1966 questa abitudine divenne stabile. All'inizio l'introduzione era variabile ma dal 1981 la scadenza divenne un appuntamento fisso scandito per sette mesi dall'ultima domenica di marzo (inizio dell'ora legale) all'ultima di ottobre (ritorno all'ora solare).

Ma quali sono gli effetti del cambiamento dell'orario? "Alcuni studi scientifici recenti focalizzano l'attenzione sugli effetti che variazioni di temperatura, umidità e ore di luce hanno sull'organismo, e di conseguenza sul benessere psico-fisico, di adulti e bambini - spiega il professore Pierluigi Innocenti, neurologo esperto dei problemi del sonno e dell'insonnia, presidente della società scientifica Assirem -. In questi ultimi esiste una relazione diretta fra corpo e mente e queste due istanze si influenzano reciprocamente, più di quanto non avvenga nell'adulto, nel quale i processi di razionalizzazione e autocontrollo intervengono - più o meno efficacemente - a mitigare questa relazione".

Se ci sono studi che mettono in rilevo un aumento delle aggressioni (inizio dell'ora legale) e una diminuzione degli incidenti stradale (ritorno all'ora solare), è sempre un lunedì nero, quello del cambio dell'ora. A sostenerlo sono i promotori di una campagna statunitense contro l'ora legale forti dei dati di una ricerca presentata l'anno passato da Amneet Sandhu dell'University of Colorado a Denver. Secondo Sandhu e il suo team, gli ospedali registrano un aumento del 25% del numero di pazienti con un infarto subito dopo il cambio dell'ora, in particolare nel lunedì successivo allo spostamento delle lancette dell'orologio.

La mancanza di sonno legata al cambio influirebbe sul ritmo circadiano e sarebbe insidiosa soprattutto per le persone già vulnerabili all'attacco cardiaco. Secondo lo studioso, che lo spiega ai cronisti del quotidiano Guardian, l'ora legale sarebbe una sorta di versione in miniatura del jet lag. E per gli attivisti di una serie di Stati americani la risposta è una sola: eliminare la necessità di spostare le lancette dell'orologio due volte l'anno (negli Usa il passaggio c'è appena stato). Così è partita una campagna contro l'ora legale - Save the Daylight Colorado, spinta da un istruttore di fitness di Denver, Sean Johnson, che avvierà una raccolta firme ad hoc - in diversi Stati. Il New Mexico sta considerando una legge apposita, e una proposta analoga sarà valutata nello Stato di Washington, mentre in Utah la proposta è stata bocciata. Con il ritorno dell'ora solare, un'ora in più di sonno dovrebbe invece mettere il nostro cuore al riparo da malattie.