WORLD SLEEP DAY, DODICI MILIONI DI ITALIANI SOFFRONO DI INSONNIA ACUTA

Oltre 12 milioni di italiani soffrono di insonnia, 6-7 milioni si insonnia cronica e la mancanza di sonno colpisce prevalentemente le donne. Assirem (Associazione scientifica italiana per la ricerca e l'educazione nella medicina del sonno) ha celebrato a Roma, in piazza del Popolo, la Giornata mondiale del sonno indicata quest'anno il 17 marzo. In occasione del World sleep day, Assirem ha realizzato un punto di informazione su quattro filoni principali: apnee notturne, sonno e alimentazione, i problemi della mancanza di risposo alla guida dei veicoli, l'insonnia nei bambini e adolescenti. Assirem (neurologi, pschiatri e psicologi) hanno distribioto migliaia di documenti informativi, soffermandosi a spiegare a centinaia di persone i temi della giornata e le questioni legate alla deprivazione di sonno.

"Si dorme sempre meno e peggio - spiega il professore Pierluigi Innocenti, neurologo, presidente di Assirem -. Nessuna sa bene perché si dorme ma tutti sappiamo che abbiamo bisogno di riposare per riprendere il giorno dopo i nostri impegni. Per celebrare una delle funzioni più importanti per la nostra salute e la nostra qualità di vita, così come mangiare o bere, da ormai diversi anni è stata istituita la giornata mondiale del sonno per non dimenticarci l'importanza del riposo. Purtroppo nelle nostre giornate ormai sempre più lunghe e fitte di impegni, sempre meno dedichiamo la necessaria attenzione al sonno che è, spesso, considerato come un momento di vita perso. In realtà molte nostre funzioni si svolgono prevalentemente durante il sonno come, ad esempio, la produzione di alcuni ormoni, il consolidamento della memoria, il ripristino dalle fatiche fisiche e mentali".

Negli ultimi 50 anni, come dimostrano molti studi epidemiologici, c’è stata una riduzione media di sonno giornaliera di circa 1,5-2 ore ed è sempre in aumento il numero di persone che soffrono di insonnia. Si calcola che in Italia siano almeno 6-7 milioni le persone con insonnia cronica, cioè che dura da oltre tre mesi, mentre oltre 12 milioni di persone soffre di insonnia acuta o transitoria. La riduzione di sonno, o la notte insonne, è causa già il giorno seguente di stanchezza, sonnolenza, deficit di concentrazione e di memoria, disturbi dell’umore con depressione e ansia. Una riduzione di sonno cronica contribuisce all’obesità, diabete, ipercolesterolemia, depressione ed è tra le cause di disturbi cardiocircolatori quali infarto ed ictus. Solo un sonno soddisfacente per qualità e quantità ci permette di affrontare una nuova giornata nella pienezza delle nostre facoltà fisiche e mentali.

Nei bambini, dalla nascita all’adolescenza, la carenza di sonno è anche responsabile di deficit nello sviluppo psicofisico, difficoltà di socializzazione e di alimentazione.

Non meno gravi sono le conseguenze sociali dei disturbi del sonno, basti pensare ai colpi di sonno alla guida o sul lavoro causa spesso di incidenti mortali. Si stima che i soli incidenti stradali gravi dovuti a pazienti con apnee nel sonno (OSAS) causino in Italia 12.000 feriti, 250 morti e un significativo danno economico di oltre un miliardo di euro. A fronte di una situazione di tale gravità, una recente normativa Europea sul rinnovo delle patenti stabilisce che, in caso di sospetto di OSAS, la patente vada sospesa e riconsegnata solo dopo una corretta diagnosi e un adeguato trattamento sanitario.

World sleep day si è concluso il 21 marzo all'Auditorium Parco della Musica con un concerto della JuniOrchestra e della Schola Cantorum dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Il concerto è stato preceduto da una breve presentazione “Il sonno, non solo riposo ma funzione essenziale per la salute e la qualità della vita” in cui sono stati illustrati anche i risultati della ricerca effettuata da Assirem (patrocinata dall’Unicef), sui bambini di alcune scuole dell'hinterland romano.