TUBERCOLOSI, UNA MALATTIA TRASCURATA

Nell’eccellenza della ricerca ci sono anche gli scienziati italiani. I ricercatori dell'Università di Modena e Reggio Emilia sono stati segnalati dal Faculty of 1.000, ente valutativo che certifica la validità delle pubblicazioni, tra 40 discipline e oltre 3.700 riviste, per l'attività di un gruppo di lavoro e studi su nuovi composti inibitori di una proteina responsabile della tubercolosi. Tra gli articoli citati infatti c'è anche il lavoro di un gruppo di ricerca Unimore coordinato dalla professoressa Maria Paola Costi del Dipartimento di Scienze della Vita, per i suoi studi relativi a nuovi farmaci indirizzati alla cura di infezioni appartenenti ai Neglected Diseases, ovvero malattie trascurate, che includono anche la tubercolosi. Il lavoro di ricerca, iniziato 4 anni fa (con l'allora spin-off universitario oggi start-up Tydock Pharma) ha portato a identificare molecole innovative, una in particolare, che inibiscono una proteina definita DprE1 (decaprenylphosphoryl-D-ribose oxidase) coinvolta nella biosintesi della parete del mycobacterium tuberculosis, agente responsabile della tubercolosi che conta in Italia 3150 casi nel 2013 secondo i dati Oms.
NUOVI FARMACI
La DprE1 è considerato uno dei target emergenti per la terapia antitubercolare. I composti individuati come inibitori della DprE1 mostrano una buona attività sull'animale in fase pre-clinica e perciò rappresentano promettenti candidati per lo sviluppo a farmaci.

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