BOOM DI INTERVENTI ALL'ANCA E GINOCCHIO PER GLI SPORTIVI UNDER 60

Hanno ancora tanta voglia di mettersi in gioco, di praticare sport anche a livello agonistico, Non sono però più giovani anche se non possono considerarsi da terza età. Così non rinunciano allo sport preferito, dalla partita di calcetto, allo sci, alla danza, anche se con il passare delle primavere l'attività fisica intensa, praticata con ritmi da ventenni, rischia di compromettere legamenti e ossa. Ecco spiegata l'impennata di interventi all'anca e al ginocchio fra gli under 60 registrata negli ultimi 10 anni. A rivelarlo è un'analisi condotta dal Royal College of Surgeons britannico, che mostra un aumento del 76% delle protesi d'anca tra le persone sotto i 60 anni fra il 2005 e il 2015. Dieci anni fa c'erano circa 10.000 sostituzioni dell'anca ogni anno tra le persone sotto i 60 anni, salite a quasi 18.000 l'anno scorso. «Stiamo assistendo a un cambiamento della società, in particolare nella generazione del baby boom, in cui le persone stanno mantenendo uno stile di vita molto attivo anche nella mezza età», spiega sul Telegraph Auldric Ratajczak, Nuffield Health Deputy Medical Director. I dati di Nuffield Health hanno rilevato un andamento simile nelle protesi del ginocchio, con un aumento del 40% per gli uomini con meno di 55 anni negli ultimi 10 anni. Nelle donne l'aumento è stato addirittura del 20%.

Numeri che, secondo gli esperti, sono il riflesso di una generazione che si rifiuta di rinunciare a sport e hobby tradizionalmente associati con la giovinezza: molti ora fanno attività sportive impegnative anche in età avanzata, è il caso di snowboard o surf. Così quella che un tempo era un'operazione per persone anziane, sta diventando sempre più una procedura standard per persone di mezza età che vogliono mantenere una vita attiva. «I progressi nella tecnica e il tipo di protesi disponibili oggi differiscono da quelle anche solo di una generazione fa. Oggi la maggior parte delle protesi di anca o ginocchio dura molto più a lungo», spiega Ratajczak. Per il chirurgo ortopedico Stephen Cannon, vice presidente del Royal College of Surgeons, «le tecniche di sostituzione dell'anca e le protesi sono migliorate, in modo da avere un maggior numero di pazienti più giovani sottoposti a questo tipo di operazione. Un dolore cronico all'anca può avere un effetto devastante sulla qualità della vita e la capacità di rimanere attivo. Le persone non vogliono vivere con questo dolore se possono tranquillamente sottoporsi ad una protesi d'anca che sia efficace e duratura. Questa, insomma - conclude - non è più vista come l'ultima spiaggia. Anche la fiducia nella longevità delle nuove protesi tra i chirurghi contribuirà all'aumento di queste sostituzioni».